{"id":3444,"date":"2020-11-29T18:03:22","date_gmt":"2020-11-29T17:03:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/?page_id=3444"},"modified":"2020-11-29T18:27:54","modified_gmt":"2020-11-29T17:27:54","slug":"paesi-dellest-2020","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/?page_id=3444","title":{"rendered":"\u25ba Paesi dell&#8217;est 2020"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.4.1&#8243; background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; max_width=&#8221;93%&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;40px|0px|0|0px|false|false&#8221; border_radii=&#8221;on|17px|17px|17px|17px&#8221; border_width_all=&#8221;4px&#8221; border_color_all=&#8221;#e09900&#8243;][et_pb_row use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;0&#8243; module_class=&#8221; et_pb_row_fullwidth&#8221; _builder_version=&#8221;4.4.1&#8243; width=&#8221;100%&#8221; width_tablet=&#8221;100%&#8221; width_phone=&#8221;&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; max_width=&#8221;100%&#8221; max_width_tablet=&#8221;100%&#8221; max_width_phone=&#8221;&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;0px|0px|0|0px|false|false&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; text_font=&#8221;Alice|700||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#e09900&#8243; text_font_size=&#8221;46px&#8221; height_tablet=&#8221;&#8221; height_phone=&#8221;&#8221; height_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin=&#8221;0px||30px|200px|false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;&#8221; custom_margin_phone=&#8221;-26px||8px|24px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; text_font_size_tablet=&#8221;&#8221; text_font_size_phone=&#8221;15px&#8221; text_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221;]<\/p>\n<p>Paesi dell&#8217;est\u00a0 2020<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; text_font=&#8221;Times New Roman||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;21px&#8221; text_line_height=&#8221;1.3em&#8221; text_orientation=&#8221;justified&#8221; width_tablet=&#8221;100%&#8221; width_phone=&#8221;92%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; max_width=&#8221;96%&#8221; height_tablet=&#8221;&#8221; height_phone=&#8221;&#8221; height_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin=&#8221;0px|200px|30px|200px|false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;0px|0px||15px|false|false&#8221; custom_margin_phone=&#8221;0px|0px|8px|24px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_padding=&#8221;0px|0px|||false|false&#8221; text_font_size_tablet=&#8221;&#8221; text_font_size_phone=&#8221;17px&#8221; text_font_size_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221;]<\/p>\n<p><strong>Prologo <\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Eccoci qui. Finalmente la mia Enterprise lascia il porto per iniziare una nuova avventura. Mai desiderato come questo difficile anno, pieno di tanti problemi e dolori per tutti, il desiderio di cercare una \u201cnormalit\u00e0\u201d mi spinge ad affrontare questo viaggio con tante incognite e con un po\u2019 di timore. Per\u00f2 \u00e8 veramente tanta la voglia di staccare da tutto. Per cui si parte e come direbbe il capitano Kirk, \u201calla via cos\u00ec, signor Sulu ci porti fuori\u201d. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>1\u00b0 giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Lasciato indietro il casello di Prato Est inizio il viaggio che mi porter\u00e0 (spero) in giro per l\u2019Europa in un\u2019avventura con tanti panorami e un po\u2019 di storia (seconda guerra mondiale) vista con gli occhi ignoranti di un curioso che, proprio su quest\u2019argomento, all\u2019esame di maturit\u00e0 fece scena muta. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora \u00e8 tutto molto noioso. Autostrada, un po\u2019 di traffico e tanto, tanto caldo. Verso l\u2019ora di pranzo arrivo al confine sloveno lo supero senza nessun controllo. Resto stupito perch\u00e9 anche in senso contrario non ci sono controlli di nessun tipo. Lascio l\u2019autostrada e percorro delle belle strade che tagliano la penisola d\u2019Istria e si inerpicano fino quasi a mille metri dove finalmente trov\u00f2 un po\u2019 di refrigerio, grazie all\u2019aria fresca di un recente temporale che ha lasciato ancora la strada ancora umida. Ma non dura molto perch\u00e9 si ridiscende troppo presto. Attraverso bei paesini dove il denominatore comune sembra essere \u201ctrattorie con maiale alla brace\u201d! \u00c8 un susseguirsi di arrostitori, fumo e profumo di carne arrosto. Sar\u00e0 l\u2019ora, sar\u00e0 la voragine che questo profumo ha aperto nel mio stomaco, ma vince la fame e mi fermo a sbranare delle splendide costolette alla brace. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Riprendo il viaggio e assecondo il navigatore che mi fa lasciare la strada principale per una delle sue solite deviazioni paesaggistiche. Mi avventuro cos\u00ec in una stretta strada (per fortuna asfaltata) che passa in mezzo a boschi, piccoli villaggi, e campi di granturco. Uno spettacolo! In pi\u00f9 di mezz\u2019ora di strada non incontro che una macchina ed il silenzio \u00e8 riempito solo dal rumore della mia moto. \u00c8 quasi sacrilego disturbare questa tranquillit\u00e0, ma non posso proprio andare a piedi e spingere la moto. Noto anche qua e l\u00e0 delle case completamente o parzialmente distrutte. Sono i segni della devastante guerra che vide i Balcani teatro di sanguinosi scontri ed epurazioni etniche. Qui, essendo vicino il confine tra Croazia e Bosnia, ci furono violenti scontri e quest\u2019area fu praticamente rasa al suolo, nel disinteresse di tutti, in quanto pi\u00f9 concentrati su quello che succedeva a Sarajevo e Mostar. Una delle tante guerre \u201cdimenticate\u201d. Qui praticamente tutte le case sono visibilmente nuove. Alcune ancora coi mattoni a vista forse per impossibilit\u00e0 di risorse per completarle. Molte sono quelle semidistrutte che portano visibili ancora i segni degli incendi appiccati. E tutto questo \u00e8 sempre molto triste da vedere, ovunque sia e qualunque siano le \u201cmotivazioni\u201d di una guerra. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Non voglio rattristarvi, per cui vi racconto che il posto \u00e8 bellissimo. Si ma dove sono?? Direte voi. Facile! Plitvicka Jezera. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ma di questo vi parler\u00f2 domani, quando andremo (io e voi) a visitare questa riserva naturale stupenda. Adesso per\u00f2 non fate i furbetti e vi andate a cercare le foto su Google. Se no poi vi rovinate il racconto. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Intanto sono arrivato alla mia House che mi ospiter\u00e0 per i prossimi giorni. Si perch\u00e9 un\u2019altra novit\u00e0 di questo viaggio \u00e8 che, purtroppo, ho lasciato la tenda a casa e quest\u2019anno solo House, B&amp;B, piccoli hotel. Un po\u2019 mi dispiace, ma l\u2019attenzione per il Covid mi fa consigliato di evitare il campeggio. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Bene per oggi \u00e8 tutto, ora relax dopo i 650 km fatti oggi. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Grazie per avermi tenuto compagnia e ci si vede domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanot<strong>te &#x1f618; <\/strong><\/span><\/p>\n<p><strong> <\/strong><\/p>\n<p><strong>2\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Oggi si parte in esplorazione della riserva naturale di Plitvicka Jezera: i laghi di Plitvice. Definita la perla della Croazia, questa riserva, diventata nel 1979 patrimonio dell\u2019UNESCO, \u00e8 sicuramente quella pi\u00f9 bella d\u2019Europa. L\u2019area, formatasi 280 milioni di anni fa, \u00e8 rimasta sommersa sotto il mare fino a 25 milioni di anni fa. Questo ha creato un accumulo di sedimenti marini organici di piante e animali che hanno dato origini a rocce calcaree di varia natura. Dopo l\u2019emersione, gli agenti atmosferici e le glaciazioni hanno dato origine alla struttura di grotte e canyon. Ma un altro fenomeno ha portato alla creazione dei laghi. Il fiume Nero e il fiume Bianco che qui s\u2019incontrano dando origine al fiume Korana, sono ricchi di sali calcarei, carbonato di calcio e carbonato di magnesio. Questa miscela viene condensata dalla vegetazione che qui d\u00e0 origine ad una roccia organica: il travertino. Si sono quindi formate delle dighe la cui crescita \u00e8 ancora attiva e si innalza di 1 cm l\u2019anno. Queste dighe hanno dato origine ai 16 laghi che si susseguono in cascata. Questo particolare fenomeno \u00e8 stato oggetto di studi fin dal 1898, ma il parco venne istituito solo nel 1949. \u00c8 proprio qui che il 31 marzo 1991 ebbe luogo una sanguinosa battaglia tra Serbi e Croati conosciuta come la Pasqua di sangue di Plitvice. Evidenti ancora i segni dei crateri dei mortai e le casematte sparse all\u2019interno del bosco. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Comincio la visita prendendo un trenino che mi porter\u00e0 al lago pi\u00f9 alto. In questo modo il percorso sar\u00e0 quasi sempre in discesa e quindi meno faticoso. Dopotutto ho una certa et\u00e0. Il panorama \u00e8 veramente mozzafiato. Le lunghe passerelle di legno si snodano tra la foresta e i bordi dei laghi. L\u2019acqua cristallina ha i colori mutevoli dal blu allo smeraldo, a seconda della luce che colpisce la superficie. Le cascate rendono vivo il paesaggio con salti che vanno dai 10 agli oltre 70 metri, con la vegetazione che viene accarezzata dall\u2019acqua che scorre. Si cammina sempre all\u2019ombra per cui anche se la temperatura non \u00e8 proprio mite, non si avverte mai troppo caldo. Prevalentemente il percorso che mi ha consigliato la guida locale, \u00e8 in discesa. Ma vedo molti che percorrono la stessa strada in direzione opposta e quindi sempre in salita e mi chiedo \u201cma perch\u00e9??\u201d Sempre meglio chiedere prima!!! <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Agevolmente percorro poco pi\u00f9 di 6 km ed arrivo al Kozjak, il lago pi\u00f9 grande, dove si prende un battello che lo attraversa per tutta la sua lunghezza. Venti minuti di dolce traversata mi permettono di riposare un po\u2019 e di rinfrescarmi con l\u2019aria del movimento del battello. Sbarcato mi accoglie un centro di ristoro con tavoli all\u2019ombra, dove si pu\u00f2 mangiare al self-service oppure fare il picnic coi panini portati da casa. Cos\u00ec, in compagnia di una coppia di ragazzi locali, mi siedo ad un tavolo, preparo i miei panini e pranzo. Ancora due ore di camminata mi attendono per cui \u00e8 bene riposarsi un po\u2019. Riprendo il cammino e ancora resto estasiato dalla visione dei laghi. Raggiungo una grotta, una delle tante in questa zona, e con una ripida scalinata attraverso la roccia scavata dall\u2019acqua, risalgo per 80 metri il fianco della montagna. Qui il panorama muta, perch\u00e9 mentre i laghi superiori sono aperti e larghi, ora sono stretti e compressi tra le pareti di un canyon. La fatica dei gradini \u00e8 per\u00f2 ripagata dalla visione dall\u2019alto dei laghi. Stupendo. Mi avvio verso la fine del percorso, dove trover\u00f2 un trenino che mi riporter\u00e0 agevolmente nel punto da cui sono partito. Negli ultimi metri prima di arrivare al parcheggio, noto tra la vegetazione i resti di quello che fu un albergo, con accanto il nuovo albergo. Penso e cerco tra i ricordi di quando visitai questi luoghi 40 anni fa. Allora era tutto nuovo, in costruzione. C\u2019era quasi un\u2019euforia per la creazione di tante nuove strutture che avrebbero dato vita a questo parco. Di quello che ricordo, non esiste pi\u00f9 nulla, a cominciare dalla bellissima reception che accoglieva i visitatori. Ora solo delle piccole costruzioni in legno hanno sostituito tutto quello che \u00e8 stato distrutto. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Riprendo la moto e percorro a ritroso i pochi chilometri che mi separano dal mio alloggio. Poco pi\u00f9 di 11 km di camminata lungo passerelle in legno e sentieri, sono stati ripagati dalla visione magnifica e rilassante di questi laghi. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Una lunga chiacchierata con una guida, mi ha dato molte informazioni che cercavo per una mia ricerca di cui vi parler\u00f2 nei prossimi giorni. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora vi saluto e grazie per avermi tenuto compagnia. Ci vediamo domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>3\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">La visita ai laghi di Plitvice di ieri ci ha fatto conoscere il territorio cos\u00ec come si mostra alla luce del sole. Ma sotto cosa c\u2019\u00e8? \u00c8 quello che scopriremo oggi con una visita al sottosuolo della regione: le Bara\u0107 Caves. E mentre escono dalla radio della moto, leggere le note di Generale cantato da Vasco, percorro una stradina che si snoda dolce tra le colline. \u201cGenerale dietro la collina&#8230;\u201d e arrivo in poco tempo alle grotte. Scoperte ed aperte al pubblico nel 1840, furono abbandonate fino al 2004, quando venne aperta la parte superiore delle grotte. La regione di natura carsica \u00e8 ovviamente ricca di grotte e questa \u00e8 solo una delle tante che si possono incontrare. \u00c8 vero che vista una, le hai viste tutte, ma per me \u00e8 sempre affascinante calarmi nelle viscere della terra e pensare alle forze che hanno creato nei millenni questi antri. Una simpatica guida ci spiega le peculiarit\u00e0 della grotta. La prima \u00e8 che in un\u2019area non accessibile al pubblico (per fortuna) vivono delle numerose colonie di pipistrelli. La particolarit\u00e0 \u00e8 che le due specie che vivono qui, una grande e una molto piccola, non si trovano in nessun\u2019altra parte del mondo. Questo il motivo per cui sono protetti. Un\u2019altra particolarit\u00e0 \u00e8 data dal fatto che la grotta \u00e8 \u201cviva\u201d, cio\u00e8 tutte le stalattiti e stalagmiti sono in accrescimento per l\u2019acqua ricca di carbonati che continuando a filtrare dall\u2019alto le accresce di un millimetro ogni 10 anni. UN MILLIMETRO!!! Questo vuol dire che per fare un metro di roccia occorrono 10.000 anni. Le gocce \u201cappese\u201d alle stalattiti sono ben visibili e ho voluto calcolare quanto tempo ci volesse prima che si staccasse e se ne formasse un\u2019altra. Dopo 30 secondi che ne osservavo una, questa si \u00e8 staccata, ma dopo un minuto non si vedeva nemmeno che si stava formando una nuova goccia, per cui ho desistito. La natura ha molta pi\u00f9 pazienza e tempo di me. L\u2019ultima curiosit\u00e0 \u00e8 che qui hanno vissuto gli orsi, tanto che sono state ritrovate le ossa di un esemplare caduto in un buco. Mi chiedo: ma gli orsi ci vedono al buio??? No, perch\u00e9 qui il buio e il silenzio sono totali, molto pi\u00f9 che un normale buio di notte. Spente infatti le luci, ci si ritrova veramente in un buio profondo, assoluto e il respiro diventa assordante. Un mistero \u00e8 il ritrovamento di un bracciale di bronzo risalente al primo medioevo di cui non si \u00e8 potuto dare n\u00e9 la provenienza, n\u00e9 la motivazione per cui fosse l\u00ec. Naturalmente sono state ritrovati anche i passaggi di uomini nella preistoria, ma senza nulla di rilevante. Torniamo quindi all\u2019aperto e subito si rimpiange la temperatura di 9 gradi che c\u2019era dentro la grotta. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Si avvicina l\u2019ora di pranzo e mi avvio verso un paese ad una ventina di km dove il fiume scorre placido ed \u00e8 consentito fare il bagno. Il posto molto ben organizzato e abbastanza tranquillo nonostante sia domenica, mi invoglia a rimanere. Stendo sul prato l\u2019asciugamano e subito mi tuffo in un\u2019acqua limpida e piacevolmente fresca. Bellissimo. Ritemprato, preparo i miei panini, mentre intorno tutti bevono, mangiano e arrostiscono. Ci scambiamo occhiate e poi saluti con un gruppo di motociclisti locali e riesco a fare anche due chiacchiere (grazie Google Translator ). Sono in totale relax all\u2019ombra degli alberi e ovviamente scatta la pennica. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ormai si sta spopolando e decido di rientrare anche io. E torno a casa. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Vi avevo promesso una storia. E allora iniziamo. Tutto comincia nei mesi di reclusione appena trascorsi, dove gli unici compagni erano il frigorifero e la televisione. In un bel documentario sulla seconda guerra mondiale, si parlava proprio della Croazia. Ma la cosa che subito mi colpisce \u00e8 un personaggio che emerge nel racconto. Un personaggio che far\u00e0 da fil rouge ad una serie di eventi narrati dal documentario e, guarda caso, anche al mio viaggio. Si tratta quasi certamente di una donna che compare come \u201cstaffetta\u201d, ma che in breve tempo diventa una elemento determinante per le varie resistenze dell\u2019Europa dell\u2019est. Parlando ieri con la guida, ho scoperta che si trattava proprio di una donna, di nome probabilmente Irina. Nativa di questi luoghi, qui \u00e8 quasi una leggenda, tanto da ricomparire negli ultimi anni della sua vita, come punto di riferimento durante la guerra del 1991 tra Croati e Serbi. Beh spero di avervi solleticato, perch\u00e9 continuer\u00f2 il racconto nei prossimi giorni. Spero anche di trovare altre informazioni strada facendo. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora vi saluto e vi ringrazio per avermi tenuto compagnia. Ci vediamo domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>4\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Oggi purtroppo pioggia. E con labb Vn pioggia si pu\u00f2 fare poco. Per cui poltrisco a letto godendo del fresco che entra dalla finestra. Ne approfitto per organizzare gli appunti e vedere le prossime destinazioni. Verso le 10 smette di piovere e le previsioni danno tempo in miglioramento. Decido quindi di andare a Zagabria, a dare un\u2019occhiata veloce alla citt\u00e0. Prima tappa obbligatoria \u00e8 la concessionaria dell\u2019harley dove incontro delle persone di Fiume che parlano bene l\u2019italiano. Scambio un po\u2019 di chiacchiere e poi chiedo cosa c\u2019\u00e8 di bello da vedere a Zagabria. NULLA \u00e8 la loro risposta. Saluto e un po\u2019 sconsolato mi avvio verso il centro. In effetti non vedo una bella citt\u00e0. Molti ancora i casermoni in stile unione sovietica, piuttosto brutti. Verso il centro le cose migliorano un po\u2019. Guardo da fuori la cattedrale, chiusa perch\u00e9 inabile dopo il terremoto, scatto qualche foto ai \u201cpezzi\u201d smontati e usurati dal tempo e al vecchio orologio fermo alle 7:03 ora del terremoto del 1880 che devast\u00f2 la citt\u00e0 distruggendo la stessa cattedrale. Altre due forti scosse (5.3) hanno colpito Zagabria il 22 marzo scorso in pieno lockdown provocando diversi morti e molti danni. Insomma una citt\u00e0 non proprio fortunata visto che nel passato \u00e8 stata colpita dalla peste e distrutta due volte dagli incendi. Beh io non ci vivrei. Quello che oggi mi colpisce \u00e8 la pochissima gente per le strade. Anche i locali e i negozi sono vuoti, molti quelli chiusi. Che disastro!!!! Mangio al volo qualcosa e cominciano a cadere le prime gocce dalle nuvole che nel frattempo si sono addensate sulla citt\u00e0. Giusto il tempo di arrivare alla moto e comincia a piovere. Mi vesto e mi avvio verso casa. \u00c8 cos\u00ec finisce una giornata un po\u2019 rovinata dalla pioggia, ma succede&#8230;. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Vediamo invece che fine ha fatto Irina. Nei giorni scorsi ho scoperto che era di queste parti e qui ha vissuto parte della sua movimentata vita. Oggi rientrando, sono riuscito a ritrovare la sua casa. Ma di questo vi parler\u00f2 poi. Nasce qui m, subito dopo la fine della prima guerra mondiale in una famiglia di contadini e allevatori che avevano una fattoria non lontano dal paesino dove alloggio. Ma quello che interessa noi \u00e8 quello che succede allo scoppio della seconda guerra mondiale, che Irina, poco pi\u00f9 che ventenne, si trova a vivere in modo drammatico. Infatti il 6 aprile 1941 Italia e Germania dichiarano guerra alla Jugoslavia. Apro una parentesi. I fatti che racconto sono fatti storici che narro in modo il pi\u00f9 possibile \u201casettico\u201d. Non voglio giudicare le scelte e le opportunit\u00e0, n\u00e9 i buoni o i cattivi. Sono un narratore che cerca di distaccarsi al massimo dei fatti incontrovertibili. Spero che voi leggiate queste cose con lo stesso animo. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Quindi gli italiani al fianco dei tedeschi entrano ed occupano la Croazia e il 10 aprile 1941 si firma un trattato che di fatto crea lo fato fantoccio della Croazia e ne d\u00e0 il controllo all\u2019Italia. Ma non tutti in Italia sono contenti di questo trattato, tanto che il principe Aimone di Savoia, indicato da Vittorio Emanuele III come reggente, rifiuta inizialmente la corona e solo dopo pressione del monarca, accetter\u00e0, ma non metter\u00e0 mai piede in Croazia n\u00e9 far\u00e0 la pi\u00f9 piccola ingerenza nei confronti di uno stato che non apparteneva all\u2019Italia. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Questo a grandi linee il quadro storico della situazione, necessario per capire il perch\u00e9 di alcuni fatti che accadranno. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Mentre la parte pi\u00f9 a sud, Dalmazia, Bosnia ed Erzegovina, sono difficili da controllare e solo l\u2019aiuto delle milizie dell\u2019Ustascia, gruppo nazionalista di estrema destra, le truppe italiane riescono a gestire la situazione, nella parte pi\u00f9 a nord quella dice mi trovo ora, le cose erano molto pi\u00f9 facili, vuoi per la popolazione non ostile, vuoi perch\u00e9 i tedeschi avevano lasciato l\u2019area per concentrarsi sul fronte russo. Forse anche le truppe italiane erano pi\u00f9 mansuete rispetto quelle del sud. Cos\u00ec successe che i soldati permisero il rientro delle minoranze etniche e religiose cacciate dai tedeschi, arrivando fino a non consegnare 30.000 ebrei croati n\u00e9 ai tedeschi n\u00e9 all\u2019Ustascia, salvando di fatto loro la vita. In questa operazione forte fu l\u2019intervento della nostra Irina. Andiamo con ordine. Durante i primi giorni dell\u2019occupazione, i tedeschi misero una piccola compagnia di italiano a presidiare una strada interna. Si stanziarono guarda caso nella fattoria di Irina. Senza mandare via la famiglia, anzi aiutandola con i loro viveri. E per ora li lasciamo l\u00ec a fare conoscenza e il racconto continua domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Spero di non avervi annoiato e vi ringrazio di avermi tenuto compagnia. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">A domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>5\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ci si sposta. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Dopo 3 giorni passato in relax \u00e8 giunta l\u2019ora di vedere nuovi orizzonti. Dopo una notte di forte temporali con tuoni e fulmini, mi sveglio e mi appare una bella giornata di sole con solo qualche nuvola. Quello che vorrei capire \u00e8 perch\u00e9 in ferie mi sveglio alle 6,30 senza la possibilit\u00e0 di riaddormentarmi, mentre normalmente quando lavoro, alle 7 non riesco a trovare la strada per alzarmi. E nemmeno quella del bagno!!! <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Insomma preparo i bagagli e scendo per caricare la moto. Sorpresa!!! Pulita, lucida e asciutta!!! Arriva sorridendo il proprietario della pensione e mi dice che era sporca, bagnata dalla pioggia e l\u2019ha lavata ed asciugata!!! Quest\u2019uomo lo voglio sul comodino!! Questa di chiama ospitalit\u00e0. Ci salutiamo in regime Covid e mi avvio a percorrere gli 857 km della tappa odierna. La temperatura \u00e8 fresca, il sole va e viene e non \u00e8 mai caldo. L\u2019ideale per viaggiare. Ma dura poco. Dopo solo un\u2019ora mi tuffo sotto un cielo plumbeo e cominciano i primi scrosci. Durano poco, 5 &#8211; 10 minuti. Ma mi accompagnano per due ore. Poi esco dalla perturbazione, esce il sole e comincia il caldo. Da 19 gradi ad arrivare a 30 il passo \u00e8 breve. Ma dico io: una via di mezzo no??? Il 70% del tragitto sar\u00e0 in autostrada. Devo dire per\u00f2 che questa non \u00e8 la classica autostrada monotona. Il paesaggio \u00e8 vario. Pur non essendo montuoso, ma totalmente pianeggiante, la vista \u00e8 piuttosto varia. Per chilometri a destra campi gialli d\u00ec girasoli e a sinistra campi verdi di mais. Ma poi cambia tutto. A destra io mais e a sinistra i girasoli. E cos\u00ec scorrono i chilometri&#8230; tanti chilometri di mais e girasoli. Si sa, i trasferimenti specie se cos\u00ec lunghi e in autostrada, non offrono grandi visuali, girasoli e mais a parte, e cos\u00ec arrivo alla prima frontiera. Si perch\u00e9 oggi attraverser\u00f2 quattro stati: Croazia, Serbia, Ungheria e Romania dove sono diretto. Si perch\u00e9 ho ancora una volta cambiato il viaggio in corso d\u2019opera, tornando al progetto iniziale di andare in transilvania. Esco quindi dalla Croazia e, dopo un lungo ponte su un largo fiume che segna il confine, il Danubio, arrivo in Serbia. Qui mi accoglie una frontiera come non ne vedevo pi\u00f9 da tempo, di chiaro stampo comunista. Forse reminiscenze di un passato ancora troppo vicino. Presento la carta d\u2019identit\u00e0 (normalmente accettata in Serbia) e dopo averla girata e rigirata, il poliziotto dalla sua garitta mi chiede se ho il passaporto. Certamente. E consegno il passaporto dove all\u2019interno sono riposti i documenti di Europassistance che guarda curioso. Mi rid\u00e0 il passaporto e ricomincia l\u2019analisi della carta d\u2019identit\u00e0. La gira e rigira, la guarda in trasparenza, controluce, cambiando l\u2019angolo di visuale e l\u2019incidenza della luce. Ma che cerca, penso. Nel frattempo si avvicina un camionista che era gi\u00e0 l\u00ec in chiacchera prima che arrivassi io. Si arriva alle domande in un italiano ostentato, ma corretto. Nome? Paolo risposta esatta. Cognome? Massimi due su due vai cos\u00ec. Nato a? Cagliari (e l\u00ec ti volevo) Sardegna aggiungo. Si apre in un sorriso. Si s\u00ec Sardegna, Palermo. E no!!!! Palermo \u00e8 in Sicilia!!! Lezione di geografia!! Palermo \u00e8 in Sicilia, Cagliari \u00e8 in Sardegna. Anche il camionista conferma intervenendo in questa interessante discussione. Esame superato. Trascrive i dati e scannerizza 20 volte il documento. Intanto mi allontano un po\u2019 dalla finestrella della guardiola perch\u00e9 l\u2019olezzo alcolico che ne scaturisce infastidendomi, \u00e8 secondo solo a quello che trasuda dal camionista che ad ogni buon conto si avvia verso il suo articolato e riparte. Sar\u00e0, penso io, una valida alternativa alla mascherina. Il virus non sopravvive sicuramente a tutto quest\u2019alcol !!! Ora arriva il bello. I documenti della moto!! Pure???!!! E che cavolo. Vado via domani di questo passo. Per farla breve perdo pi\u00f9 di mezz\u2019ora per passare la frontiera e meno male che c\u2019ero solo io. Stesse scene anche se pi\u00f9 soft alle altre frontiere. Fino a quella rumena dove basta un\u2019occhiata veloce al documento e passo. Queste le avventure di questa inutile giornata. Solo una considerazione sulla Serbia. A parte una mia idea che i rapporti con i croati non siano idilliaci, a conferma di ci\u00f2 subito dopo il confine una decina di chiatte militari pronte ad essere messe in acqua, mi colpisce il degrado e la tangibile difficolt\u00e0 economica di questo paese. Colpito duramente fino a pochi anni fa da embarghi, pi\u00f9 o meno pesanti, svalutazione verticale della moneta (fuori dalla Serbia vale pi\u00f9 come carta), alternanze di governi disastrosi, mi pare che fatichi molto a rialzarsi. Le infrastrutture e le strade pesantemente distrutte, sono in condizioni disperate. Su quella che potrebbe essere una strada di grande comunicazione, \u00e8 imposto un limite a 70 km\/h. Ma sarebbe da folli gi\u00e0 andare a quella velocit\u00e0, visto il traffico (pesante), le buche, i rattoppi e le sole due corsie strettissime e senza protezioni n\u00e9 corsia di emergenza. Gli edifici sono fatiscenti. Vecchi e mal tenuti. Anche quelli ricostruiti recentemente sono in uno stato di abbandono. Nelle periferie troneggiano ancora i casermoni abitativi stile sovietico. Su cerca di mantenere un anacronistico alfabeto cirillico, anche se le indicazioni riportano sotto la scritta con caratteri latini. Sembra un paese fuori dal tempo, che ha perso il tempo di evolversi come le competerebbe da paese al centro dell\u2019Europa. Comunque sono solo miei pensieri. Quello che conta \u00e8 essere arrivato in Romania dove vedo una situazione diametralmente opposta. Tutto \u00e8 nuovo, c\u2019\u00e8 un grande fervore di ricostruzione. Strade, case, industrie. Tutto \u00e8 nuovo, visibilmente nuovo. C\u2019\u00e8 pi\u00f9 accoglienza. L\u2019idea che sia ha \u00e8 quella d\u00ec un\u2019economia lanciata in crescita. La stessa pensione dove dormir\u00f2 stanotte, \u00e8 nuova. Una camera enorme, un bel bagno con idromassaggio, un ristorante dove ho mangiato bene e speso pochissimo. Per inciso la camera che vedete nelle foto \u00e8 costata 32 euro. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Comunque \u00e8 tardi e sono piuttosto stanco. So che aspettavate notizie di Irina, ma la stanchezza \u00e8 veramente tanta ed invece di parlarvi di Irina, potrei raccontarvi della coniglietto del mese di Play Boy (citazione di un grande film. La frase esatta era \u201cil mio morse \u00e8 talmente arrugginito che potrei trasmette le misure della coniglietta del mese di Play Boy\u201d. Chi ricorda il film??) <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Allora vi ringrazio di avermi tenuto compagnia anche oggi. Domani vi prometto una bella giornata. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>6\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Si parte di buonora anche se la tentazione di fare un tuffo in quella bella piscina \u00e8 grande. Oggi per\u00f2 mi attendono 450 km di strada di montagna e infatti si passa dalla Transalpina una strada stupenda che in 85 km sale da 300 metri a 2145 attraverso paesaggi mozzafiato attraversando foreste e costeggiando laghi. Ma perch\u00e9 Transalpina, visto che le Alpi sono parecchio distanti? La risposta pi\u00f9 accreditata viene dal Latino, che attribuiva al nome Alpi anche quello generico di montagna. Quindi strada che attraversa le montagne. In realt\u00e0 sono i Carpazi le montagne attraversate. Costruita dal re Carol II su una vecchia strada romana (strano!), per poter superare i Carpazi in modo rapido, fu iniziata nel 1930 e inaugurata col passaggio del re con al seguito tutta la sua famiglia, nel 1935. Solo 5 anni e interamente a mano!!! Oggi forse non ne basterebbero 15. Completamente pavimentata, in pietra, fu consolidata durante la seconda guerra mondiale per poi essere abbandonata. Solo intorno al 2005 venne ripresa in considerazione la sistemazione della strada, divenuta ormai percorribile solo da fuoristrada. Fu iniziata ad essere asfaltata nel 2009 e gli ultimi tratti sono stati aperti appena nel maggio di quest\u2019anno. \u00c8 uno spettacolo. Considerata giustamente la strada pi\u00f9 bella d\u2019Europa e una delle pi\u00f9 belle del mondo, si snoda attraverso strette vallate in mezzo ai boschi, con curve dolci e morbide, ma anche con ripidi e stretti tornanti. Devo dire che da fare in moto \u00e8 divertente, ma anche impegnativo. E comunque si sale senza fretta, perch\u00e9 contemplare la variet\u00e0 del paesaggio \u00e8 inebriante. Si arriva quindi al primo grande lago chiuso da una diga. La visuale sulle valli \u00e8 stupenda. E grazie anche ad un bel sole e ad un\u2019aria limpida il contrasto del verde dei boschi e l\u2019azzurro del lago lasciano senza parole. Si prosegue la salita e, costeggiato un secondo lago pi\u00f9 piccolo, si attraversa un paesino. Siamo a quota 1400 metri. Si prosegue la salita \u00e8 ben presto si arriva ai margini della vegetazione e i boschi lasciano il posto a vasti altopiani verdi. Ci siamo. Ancora pochi metri e si arriva in cima. Passo Urdele 2145. Durante la discesa un po\u2019 di nebbia che per\u00f2 si dirada rapidamente anche grazie ad un leggero vento. L\u2019altro versante \u00e8 decisamente meno bello, meno boschi e pi\u00f9 paesini. Anche una stazione sciistica ben affollata. Ma il bello ormai l\u2019ho gi\u00e0 vissuto. Con i 145 km tra salita e discesa \u00e8 veramente la strada pi\u00f9 bella che abbia mai percorso. Ora ci sono 200 km da fare per arrivare a destinazione. Saranno decisamente impegnativi anche questi, tra lavori, pavimentazione disastrata, grande traffico di mezzi pesanti e tratti talmente stretti da rendere quasi impossibile l\u2019incrocio di due tir. Senza considerare che sulla strada si trova di tutto. Mucche e asini che attraversano placidi o addirittura che occupano la strada senza nessuna intenzione di spostarsi. Carretti tirati da cavalli. E tanta tanta cacca di cavallo, mucca e asini. Evitare quella fresca \u00e8 un\u2019impresa, ma il peggio \u00e8 che viene spalmata dalle macchine sull\u2019asfalto, rendendolo scivoloso come il ghiaccio!! Occhio quindi a tutte le curve. Comunque in certi tratti, sembra di tornare indietro nel tempo, con i cavalli legati fuori quasi ad ogni casa, a testimonianza che \u00e8 il loro mezzo di locomozione. Tanti sono i carretti a uno o due cavalli, che trasportano di tutto, paglia, masserizie, persone. Una nonnina passeggia con due caprette e due cani, mentre i bambini che giocano sul prato davanti la casa e che probabilmente non sanno cosa sia un cellulare, ti salutano sbracciandosi sorridenti. Frequenti sono gli altarini credo ortodossi, davanti ai quali gli anziani si soffermano facendosi ripetutamente il segno della croce, ampio, tipico della loro religione. Ormai manca pochissimo e stanco ma felice per tutto quello che ho visto, arrivo alla \u201cpensione\u201d. In realt\u00e0 credo che per pensione si intenda albergo perch\u00e9 anche qui la camera \u00e8 enorme e molto bella. Mi sistemo e vado a mangiare in un ristorante consigliato dalla proprietaria dell\u2019albergo. Ora scrivo il diario. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Questa la giornata, ma vi avevo promesso notizie della nostra Irina. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">L\u2019abbiamo lasciata con la famiglia a conoscere i soldati italiani. I rapporti sono ottimi anche per l\u2019assoluta inutilit\u00e0 di tenere l\u00ec dei soldati a difesa di nulla. Ma tant\u2019\u00e8, meglio cos\u00ec, avranno pensato quei ragazzi. E cos\u00ec passano il tempo ad aiutare la famiglia nella gestione della casa. Sistemare il fienile, rimettere qualche tegola sul tetto. Insomma si tengono impegnati e si rendono utili. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Irina per\u00f2 ha intrapreso un\u2019altra attivit\u00e0. All\u2019insaputa dei militari, esce con varie scuse dal loro controllo e viene avvicinata da elementi della resistenza. Inizialmente lei e la sua famiglia vengono accusati di collaborazionismo, ma spiegata la situazione, si rende disponibile a fare da collegamento tra due gruppi della resistenza e di fornire loro eventuali notizie apprese dai soldati. Come accordo, ottiene l\u2019immunit\u00e0 per i soldati della fattoria, contro i quali non verr\u00e0 fatta nessun\u2019azione. Comincia cos\u00ec la seconda vita di Irina, che si divide tra la fattoria e la resistenza. Ma le cose ovviamente non possono durare molto senza che Irina venga scoperta. Ed \u00e8 cos\u00ec che un giovane soldato si accorge delle uscite sospette e decide di seguirla di nascosto scoprendo la vera natura di quelle passeggiate. Al ritorno, senza dire nulla a nessuno, il soldato mette alle strette Irina costringendola ad ammettere la propria responsabilit\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Beh&#8230; suspance. Continuo domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora vi saluto e vi ringrazio per avermi tenuto compagnia anche oggi. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">A domani <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>7\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Oggi giornata defaticante dopo i km macinati in questi due giorni. Mi alzo con comodo e dopo la colazione vado per castelli. Il primo \u00e8 ovviamente il castello di Bran, il castello del conte Dracula &#x1f9db;&#x200d;&#x2642;&#xfe0f; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">La storia di questo castello \u00e8 piuttosto travagliata. Parte dal 1211 quando viene costruita una piccola fortezza in legno fino ad arrivare ai giorni nostri, passando di mano almeno 6-7 volte. Tra i monarchi che abitarono il castello, spicca il sanguinario Vlad III di Valacchia conosciuto anche come &#8220;Vlad l&#8217;Impalatore\u201d per il simpatico trattamento riservato ai suoi nemici. Ovviamente non vi dimor\u00f2 mai nessun Conte Dracula, parto della perversa fantasia Bram Stoker e della sua opera del 1897 Dracula, ambientata in Transilvania, in un castello vicino ai Carpazi, dalle caratteristiche molto simili a quelle del castello di Bran. In effetti Stoker non vide mai la Transilvania n\u00e9 il castello, ma ormai il castello di Bran \u00e8 diventato il castello di Dracula. Suggestivo, costruito sopra uno spuntone di roccia, di architettura medievale, lo vedo solo l\u2019esterno, in quanto un grande \u201cassembramento\u201d mi fa desistere dalla visita. Giusto il tempo per qualche souvenir e parto alla ricerca di qualche altro castello. Abbandono le strade principali e, senza fretta, percorro stradine interne meno battute che attraversano piccoli paesini. In tanti luoghi che attraverso, provo nuovamente la sensazione che il tempo di sia fermato. Anche qui le case, le persone, i carretti trainati dai cavalli, mi riportano ad altre epoche, dove si viveva pi\u00f9 semplicemente e, forse, meglio. Obbligato a riprendere la strada principale, arrivo a Fagaras dove il centro \u00e8 dominato dalla Fortezza. Fu costruita nel 1310 da Ladislau Apor, intorno ad essa si \u00e8 sviluppata la citt\u00e0. Pare che da Apor derivi anche il nome delle Alpi Trasilvaniche (i Carpazi meridionali) e quindi il none della strada Transalpina, se non fosse che questo nome era gi\u00e0 presente in mappe antecedenti questo periodo. Ne approfitto per una visita, vista la pochissima presenza di turisti. In quattro o cinque vaghiamo tra le sale, non particolarmente ampie. La pi\u00f9 grande \u00e8 la sala del trono, ma \u00e8 tutto molto essenziale e spartano, a testimonianza della sua natura prevalentemente militare e giudiziaria. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Completo la visita e ormai \u00e8 abbondantemente passata l\u2019ora di pranzo, per cui trovo qualcosa da mangiare. Intanto per\u00f2 la temperatura \u00e8 passata dai 17 gradi di stamattina a quasi 30. Un po\u2019 stanco e molto accaldato decido quindi di fare ritorno in albergo a riposare, viste anche le giornate impegnative che mi attendono domani e dopodomani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ne approfitto allora per raccontarvi qualche altra notizia di Irina, riunendo le notizie del servizio televisivo con quelle raccolte a Plitvice. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">L\u2019abbiamo lasciata alle prese con un soldato che aveva scoperto i suoi contatti con la resistenza. Irina spieg\u00f2 al militare che lo faceva solo per aiutare alcune persone a cui teneva e che era riuscita ad ottenere la promessa che non ci sarebbero state azioni contro i militari nella fattoria. Evidentemente fu convincente, perch\u00e9 il giovane soldato non solo non rivel\u00f2 la cosa a nessuno, ma si offr\u00ec di coprirla nelle sue \u201cfughe\u201d. Nacque cos\u00ec un\u2019intesa tra i due. Ora metti insieme due giovani ragazzi, uniscili da una complicit\u00e0, dai loro l\u2019incertezza di una guerra ed ottieni una miscela altamente esplosiva. Tra i due nacque molto pi\u00f9 che una complicit\u00e0. E questo fu anche il motivo delle scelte di entrambi. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ma il seguito ve lo racconto domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora vi ringrazio per avermi tenuto compagnia e vi auguro la buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>8\u00b0 e 9\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Dopo la pausa stanchezza di ieri, aggiorno il diario di bordo. Comincio con oggi, visto che si tratta del trasferimento da Bran a Budapest. In pratica chilometri chilometri benzina, chilometri, chilometri, pranzo, chilometri chilometri benzina, chilometri chilometri frontiera, chilometri chilometri arrivato. Abbastanza noioso vero? Panorama? Nulla di che. Solo autostrada quasi dritta e piatta. Noiosissima. A proposito&#8230; per fare benzina sono dovuto uscire dall\u2019autostrada per due volte ed entrare in nei paesini, perch\u00e9 in autostrada non ci sono distributori. O meglio, ci sono ma il primo era dopo 160 km e la seconda volta dopo 150 non si vedeva ancora nulla. Quindi meglio non rischiare. Questa \u00e8 stata l\u2019unica \u201cavventura\u201d della giornata. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Quindi il giorno 9 l\u2019abbiamo fatto. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Tutt\u2019altro \u00e8 stato ieri. Infatti ho percorso la strada dal nome impronunciabile per la quale sono venuto qui: la Transf\u0103g\u0103r\u0103\u0219an. Costruita per volere di Ceau\u0219escu a scopo militare subito dopo l\u2019invasione della Cecoslovacchia del 1968, fu aperta con grande sforzo utilizzando pi\u00f9 di 6 milioni di kg di dinamite e cost\u00f2 la vita a 40 tra operai e soldati. \u00c8 stata definita dal programma televisivo Top Gear la pi\u00f9 bella strada del mondo, portando in seconda posizione quella del passo dello Stelvio. Non posso che essere d\u2019accordo. La Transalpina \u00e8 stata veramente emozionante, ma questa ragazzi \u00e8 un capolavoro. Boschi, dirupi, valli, fiumi, laghi e c\u2019\u00e8 perfino Goldrake!!! Non chiedetemi perch\u00e9!!!! Ma quello che \u00e8 spettacolare \u00e8 il tracciato della strada in mezzo a tutto questo. 90 km di curve, tornanti e gallerie, a tratti ripidi, a tratti meno che si percorrono non senza una grande fatica, almeno in moto. L\u2019asfalto abbastanza rovinato, mettono a dura prova le sospensioni e le braccia, nel tentativo non di schivare le buche e gli avvallamenti, ma di prenderne il meno possibile. Ovviamente la velocit\u00e0 \u00e8 bassa e tra fermate per foto e panorami e mangiare qualcosa, ci vogliono pi\u00f9 quattro ore per percorrerla da sud a nord. Questo \u00e8 infatti il verso consigliato perch\u00e9 il pi\u00f9 suggestivo, la parte sud, \u00e8 pi\u00f9 ricca di boschi. Mentre la parte nord \u00e8 pi\u00f9 spoglia ed anche la pi\u00f9 trafficata. Durante la salita \u00e8 facile scorgere dentro il bosco, tra gli alberi, gli orsi che qui vivono numerosi. \u00c8 anche facile trovare una felice mamma coi tre cuccioli che beatamente si fanno fotografare senza protestare. Per\u00f2 resto sulla moto accesa e non mi avvicino. Non si sa mai. Sul valico a 2045 metri, sopra una montagnosa, svetta la statua in acciaio di Goldrake. Non sono riuscito a scoprire perch\u00e9 sia l\u00ec. Forse non si abbina molto al territorio, ma fa simpatia. Comincio la discesa, decisamente meno bella della salita, e anche pi\u00f9 corta. Mi avvio verso l\u2019albergo, lasciandomi alle spalle un\u2019esperienza fantastica che appagano gli occhi e la mente e che f\u00e0 gioire il motociclista. In totale ho percorso 350 km per fare tutto il giro e rientro stanchissimo tanto da crollare dopo la doccia senza nemmeno andare a cena. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ora voi vorrete sapere a che punto siamo con Irina. L\u2019avevamo lasciata che approfondiva la conoscenza con il giovane soldato. Col suo aiuto Irina si prodiga per aiutare molte persone nella zona, compresi parecchi ebrei, che con la complicit\u00e0 della resistenza, possono fuggire al loro triste destino. Anche i soldati della fattoria fanno di tutto per aiutare la popolazione dei dintorni, quasi tutti anziani in quanto i giovani sono a combattere nell\u2019esercito o nella resistenza. Tutto sembra procedere bene, troppo bene, troppo bello per durare. Le nubi dell\u2019esercito dell\u2019Ustascia si stanno addensando sul cielo di Plitvica e si prepara un temporale che si abbatter\u00e0 forte ed inaspettato. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ma di questo vi parler\u00f2 domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora vi ringrazio per avermi tenuto compagnia anche oggi e si saluto. A domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>10\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Oggi giretto per Budapest. Giusto un\u2019occhiata abbastanza veloce lontano dalle folle, che peraltro non sembra siano eccessive. Salgo quindi sulla cittadella, la parte pi\u00f9 antica, Buda, dove gli abitanti si rifugiavano durante gli attacchi dei Mongoli. Da qui ci si pu\u00f2 affacciare dal bastione dei pescatori e godere della splendida visuale del Danubio e di tutta la citt\u00e0. Le tre citt\u00e0 che formarono l\u2019attuale Budapest, Buda, \u00d3buda e Pest, dopo molte traversie e dominazioni, divennero tutt\u2019uno nel 1867 a seguito del compromesso Austroungarico che ne sanc\u00ec l\u2019unificazione. Duramente bombardata e distrutta dall\u2019armata russa nel 1945, fu ricostruita nel dopoguerra. Ma dal 1956 divenne teatro di una forte repressione sovietica e divenne un esempio delle dottrine pi\u00f9 pragmatiche del regime comunista fino al 1989 con la caduta appunto del comunismo. Ho avuto la fortuna\/sfortuna di vederla nel 1979 e cio\u00e8 ancora sotto la direzione comunista e devo dire che per fortuna le cose sono molto cambiate. In meglio e in peggio. Ormai \u00e8 una metropoli occidentale e non rimane nessuna traccia della repressione che si viveva in quegli anni. Ma come molte grandi citt\u00e0, la piccola delinquenza dilaga. Non \u00e8 una citt\u00e0 sicura, anche nel centro, e credetemi ho i miei buoni motivi per dirlo. Fuori dalle vie principali, la citt\u00e0 \u00e8 decisamente sporca. La polizia \u00e8 inesistente. Ma queste sono miei considerazioni personali che per\u00f2 ho voluto esternare con una mail al Sindaco Gergely Kar\u00e1csony (ed \u00e8 la prima volta che faccio una coda del genere) perch\u00e9 reputo che la citt\u00e0 meriti pi\u00f9 attenzione, come pure i turisti e i suoi cittadini pi\u00f9 sicurezza. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Gironzolo intorno alla chiesa di Mattia e giro senza meta curiosando tra le stradine. Trovo un bel parvo ombroso con tante panchine vuote. Si tratta dell\u2019Europa Liget realizzato bel 1973 per celebrare il centenario della fondazione di Budapest. Qui si radunano i sindaci delle capitali e delle pi\u00f9 grandi citt\u00e0 europee e piantarono un albero come dono alla citt\u00e0. Ai piedi di ogni albero una targa indica la citt\u00e0 che l\u2019ha donato. Ma quello che mi attrae \u00e8 la pace, il fresco e il silenzio di cui si pu\u00f2 godere. Dopo essermi rilassato, mi avvio per cercare di mangiare qualcosa e torno nel centro. Attraverso lo stupendo ponte delle catene. Prima della sua costruzione le due citt\u00e0 erano collegate da un ponte su chiatte che per\u00f2 era agibile solo d\u2019estate e ogni anno veniva smontato per l\u2019inverno, per poi essere ricostruito nella bella stagione. Il conte Istv\u00e1n Sz\u00e9chenyi<\/span><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1},&quot;fontHints&quot;:1}\"> <\/span><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">fece costruire il ponte che in realt\u00e0 porta il suo nome e nel 1849 venne inaugurato. Nel 1945 i tedeschi lo distrussero nel tentativo di frenare l\u2019avanzata dei russi. Fu poi ricostruito nel 1949 in occasione del suo centenario. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Giusto il tempo di pranzare e comincia una inaspettata pioggia che durer\u00e0 fino alla sera. Qui termina quindi la mia fugace visione di Budapest. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">E qui termina la giornata. Domani si riparte per nuovi lidi. E&#8230;. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Grazie per avermi tenuto compagnia anche oggi. A domani <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>11\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Potrei intitolarlo \u201cSi \u00e8 spezzata la magia\u201d. Ieri parlando di Budapest ho esternato la sensazione di pericolosit\u00e0 di questa bellissima citt\u00e0. Beh non l\u2019ho fatto senza un valido motivo. Infatti come in pochi sanno, sabato alle nove di sera su una strada in pieno centro, con locali e gente che passeggiava, sono stato aggredito alle spalle da un pazzo ubriaco e drogato. Un primo pugno violento e inaspettato su una scapola e poi calci e altri pugni. Per fortuna tra quelli parati e quelli non andati a segno perch\u00e9 era troppo ubriaco, i danni si sono limitati a qualche livido. L\u2019unico serio \u00e8 stato un calcio dato con gli anfibi sulla parte esterna della gamba all\u2019altezza del ginocchio. Quello che \u00e8 peggio \u00e8 che non riuscivo a togliermelo di torno. Mi sono rifugiato in un fast food dove due ragazzi hanno cercato di mandarlo via. Quindi mi ha aspettato all\u2019ingresso e dopo averci visto col telefono in mano mentre si chiamava la polizia, si \u00e8 allontanato. Abbiamo visto che ha ripetuto la cosa con altri, fino a che non ne ha trovato uno pi\u00f9 grosso di lui che l\u2019ha riempito di botte. Ma si \u00e8 comunque rialzato come se nulla fosse e se l\u2019\u00e8 presa con i cartelli e i cestini della spazzatura distruggendoli a calci. Dopo pi\u00f9 di mezz\u2019ora \u00e8 finalmente arrivata la polizia (con comodo e senza nemmeno i lampeggianti) che l\u2019ha circondato e presumo portato via (erano troppo lontani ormai per vedere bene). <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Io ero visibilmente molto scosso tanto che questi ragazzi mi hanno tenuto nel loro locale parlando e cercando di farmi calmare. E voglio ringraziarli in particolare \u00d6mer Halit \u00c7\u0131nar col quale poi ci siamo scambiati l\u2019amicizia. Rientrato in albergo che fortunatamente era distante 300 metri, ovviamente ho avuto grosse difficolt\u00e0 a dormire. Questa la disavventura. Devo dire che in 40 anni e pi\u00f9 di viaggi, fatti anche in posti non proprio tranquilli, mai mi sarei aspettato di subire questa cosa in pieno centro di Budapest (oltretutto tra l\u2019indifferenza di tutti). Per cui ieri, domenica, l\u2019ho passata a cercare di riacquistare la serenit\u00e0, e sono arrivato alla decisione di interrompere il viaggio e quindi non andare pi\u00f9 a Cracovia, Varsavia, Danzica, Praga e Friburgo, ma di rifugiarmi qualche giorno sulle Alpi austriache in posti che conosco e che mi piacciono, prima di rientrare con largo anticipo rispetto a quello previsto. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ora credo possiate capire perch\u00e9 non reputo Budapest una citt\u00e0 sicura, impressione confermata anche da altri. Un grosso satirico applauso al signor sindaco di Budapest Gergely Kar\u00e1csony. Non voglio farne un caso politico ma vorrei riportare un estratto di Wikipedia su questo personaggio:<\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong><em>Quello di\u00a0Gergely Karacsony, 44 anni ed esponente dei Verdi, \u00e8 il profilo di un politico di centrosinistra con idee progressiste e di apertura rispetto alle politiche migratorie e impegnato nel proporre una svolta green al paese:\u00a0&#8220;Riporteremo la citt\u00e0 dal 20\u00b0 secolo al 21\u00b0. Budapest sar\u00e0 green e libera, la riporteremo in Europa&#8221;, ha dichiarato. <\/em><\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ecco, dico io, se coi soldi che ha personalmente chiesto all\u2019Europa avesse pensato pi\u00f9 alla sicurezza dei turisti e dei cittadini di Budapest e a far si che la polizia giri per le strade anzich\u00e9 riempire la citt\u00e0 di monopattini ed altri \u201ccosi\u201d elettrici in affitto per tutti (pericolosissimi!!), forse avrebbe una persona in pi\u00f9 che consiglierebbe Budapest come citt\u00e0 bellissima e tranquilla da visitare. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Vi prego di scusare questo mio inusuale sfogo, ma sono veramente arrabbiato, deluso, rattristato per aver visto rovinare in modo cos\u00ec idiota un bellissimo viaggio. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Riprender\u00f2 domani spero pi\u00f9 serenamente. E riprender\u00f2 anche a parlarvi di Irina, la cui storia ho trascurato in questi ultimi due giorni. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora vi ringrazio per avermi tenuto compagnia. A domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>12\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Oggi in totale relax in un posto isolato vicino a Linz in Austria. Piscina, sdraio, verde, silenzio. L\u2019idea per ritrovare il filo. Voglio ringraziare tutti quanti per i tanti messaggi di solidariet\u00e0 che mi avete mandato. Grazie di cuore, avevo bisogno del vostro calore &#x2764;&#xfe0f; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Il viaggio subir\u00e0 una profonda variazione. Infatti come ho gi\u00e0 detto non andr\u00f2 a visitare le citt\u00e0 che avevo programmato di vedere e rester\u00f2 in giro su per i monti austriaci. E vedrete che vi porter\u00f2 in posti splendidi. E stare tranquilli che non ha vinto un ubriacone drogato, perch\u00e9 io superer\u00f2 tutto e la mia vita continuer\u00e0 circondato da tante persone che mi vogliono bene, lui rester\u00e0 quello che \u00e8. Cambiare un viaggio non \u00e8 una sconfitta, ma, credo, un saper modificare le proprie scelte in base anche ad eventi negativi. Tanto poi le citt\u00e0 sono sempre l\u00ec&#8230; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">E adesso parliamo di Irina, lei si che si trova veramente in situazioni difficili tanto da rischiare pi\u00f9 volte la vita, nel tentativo di aiutare gli altri e far vincere la libert\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Quindi il periodo della fattoria e della vita relativamente tranquilla, viene devastato quando giunge la notizia che da l\u00ec a poco i soldati italiani sarebbero stati sostituiti dalle milizie dell\u2019Ustascia, certamente non altrettanto cordiali. Irina e la sua famiglia decidono quindi di lasciare la fattoria ed andarsi a rifugiare sui monti insieme a tanti altri del luogo che avrebbero lasciato le loro case. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Visti gli ottimi rapporti che si erano creati con i soldati italiani, Irina informa il loro comandante della sua decisione che lui appoggia tanto da darli come scorta fino alla destinazione proprio il giovane militare per dar modi ai due di stare insieme il pi\u00f9 a lungo possibile. Quindi caricato un carretto con viveri e altre cose utili, il giorno prima che i soldati se ne vadano, Irina e i suoi genitori lasciano la fattoria scortati dal militare. Dopo una giornata di cammino, quando ormai sono arrivati ad incontrare la resistenza che li avrebbe poi portati in salvo, vengono intercettati da una pattuglia della Ustascia. Irina, i genitori e un gruppo della resistenza si danno alla fuga facendo perdere le tracce, mentre il soldato italiano con altri della resistenza, inizia uno scontro a fuoco con la pattuglia per proteggere la fuga. Sar\u00e0 l\u2019ultima volta che Irina vedr\u00e0 il suo innamorato. Lui non far\u00e0 pi\u00f9 ritorno alla fattoria, caduto sotto i colpi dello scontro per salvare il suo amore. Sar\u00e0 Irina stessa a raccontare ai suoi, di averlo visto cadere sotto i colpi del nemico. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora mi fermo qui. Ho perso un po\u2019 il \u201cfilo\u201d, ma lo ritrovo. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Grazie ancora a tutti Amici miei vi abbraccio <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>13\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Oggi trasferimento da Linz a Imst, una cittadina a 800 metri ai piedi delle Alpi austriache. Siamo in Tirolo. Il tragitto \u00e8 piacevole, alternato tra strade morbide e autostrada. Il paesaggio si arricchisce di montagne e la temperatura non \u00e8 mai eccessiva. Me la prendo molto comoda e mi gusto il paesaggio. Subito dopo pranzo arrivo in hotel e mi concedo un riposino pomeridiano visto che si sentono tuoni avvicinarsi. Infatti dopo poco piove. Un giretto nel centro decisamente deserto prima di dedicarmi alla cena ed all\u2019ennesima Wiener Schnitzler che a prima vista potrebbe sembrare una banale cotoletta alla milanese. Ma in realt\u00e0 sono due cose diverse e sebbene gli austriaci durante l\u2019occupazione di Milano scambiarono il piatto milanese per il loro assumendosene la paternit\u00e0. Un punto a favore degli italiani, strano a dirsi, venne dal famoso maresciallo Radetzky. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Quest\u2019ultimo rifer\u00ec infatti in una lettera che aveva mangiato per la prima volta la cotoletta a Milano, riconoscendo di conseguenza l\u2019origine meneghina. Sono poi profondamente diverse perch\u00e9 la milanese \u00e8 di vitello invece che di maiale e la panatura della milanese \u00e8 fatta con uovo e pan grattato, mentre la Wiener Schnitzler \u00e8 fatta con farina e pan grattato. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Beh questa disquisizione culinaria \u00e8 il fatto pi\u00f9 saliente della giornata. Spero vi sia piaciuta come \u00e8 piaciuta a me!! <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora vi saluto e domani belle strade e bei panorami. E nuove notizie di Irina. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Grazie per avermi anche oggi tenuto compagnia. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">A domani <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">14\u00b0 Giorno<\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Vi avevo promesso belle strade e bei panorami, beh credo che non rimarrete delusi. Saliremo oggi sulla Kaunertaler Gletscherstra\u00dfe, la strada che sale sul ghiaccio del Wei\u00dfseeferner. Lunga 26 km con 29 tornanti, sale dal paesino di Feichten fino si piedi del ghiacciaio con un dislivello di 1500 metri, per arrivare a quota 2750. \u00c8 una strada che non va da nessuna parte. Infatti termina in quota e data la natura del versante opposto totalmente a strapiombo, non \u00e8 possibile che possa proseguire. Non sono riuscito a scoprire il perch\u00e9 di questa strada. Nessuno mi ha saputo dare una risposta. Forse una vecchia strada militare della I guerra mondiale, dal momento che proprio qui corre il confine con l\u2019Italia. Ma \u00e8 una mia concettura alla quale non sono riuscito a trovare un riscontro. Dopo un temporale notturno, mi sveglio con un cielo che non promette nulla di buono, ma ben presto tra le nuvole minacciose fa capolino un timido sole e decido di avviarmi. Dovr\u00f2 percorrere 40 km per arrivare a prendere la strada e saranno anche questi molto belli. Dopo aver percorso 8 km di autostrada, lascio la strada larga per una stradina interna che si inerpica sulle montagne. Il panorama \u00e8 fantastico. Con una strada stretta, ma morbida e ben tenuta, si arriva presto a 1500 metri in un valico che domina tutta la valle dell\u2019Inn. Percorro tranquillamente i sali e scendi della strada, attraversando paesini tipici tirolesi. Inizio quindi gli ultimi 26 km che mi porteranno in cima. Il paesaggio \u00e8 vario e mutevole. La strada taglia decisa i boschi di abeti che quasi si ripiegano su di essa a formare una galleria verde. Improvvisamente poi si apre in una vallata ampia e soleggiata, con i prati verdi e gli animali al pascolo per stringersi quindi in una stretta valle dove il fianco della montagna incombe minaccioso. Si sale piano sulla strada ripida, ma agevole. Tutto invoglia a godersi il percorso, con i colori, i profumi della resina e l\u2019aria fresca e frizzante che ti lava i polmoni. Un muro alto in pietra si staglia davanti a me. \u00c8 la diga del lago artificiale Gepatschstausee. Interamente fatta in pietra quasi a rispettare l\u2019ambiente in cui si trova. Risalgo i ripidi ma comodi tornanti che fiancheggiano la diga e mi fermo per qualche foto. Riprendo e per un po\u2019 costeggio il lago per poi lasciarlo alle spalle ed inerpicarmi per gli ultimi tornanti. Davanti a me la bocca grigia del ghiaccio si staglia in mezzo ai monti mostrandosi in tutta la sua grandezza. Un laghetto verde con delle mucche che si riposano mi vengono incontro negli ultimi tornanti che mi separano dalla fine della strada. Ed infine il traguardo: 2750 metri, una delle strade pi\u00f9 alte d\u2019Europa. Inutile dire che il panorama \u00e8 uno spettacolo. La valle ampia lascia libera la vista di spaziare. Una cabinovia parte per raggiungere la cima pi\u00f9 alta. A 3108 metri lo spettacolo \u00e8 ancora pi\u00f9 incredibile. Proprio in questo punto passa il confine Austria\/Italia e un riga in terra permette di stare con i piedi in due stati diversi. Il versante italiano \u00e8 ripido e scosceso ma si apre sulla Val Venosta fino a vedere le cime dello Stelvio. Sulla destra le montagne svizzere. Fantastico. Un nevaio accoglie i turisti desiderosi di camminare sulla neve. Di fianco il ghiacciaio Wei\u00dfseeferner. I 12 gradi al sole non mi fanno rimpiangere il caldo dei giorni passati. Dopo qualche foto e un po\u2019 di \u201ccontemplazione\u201d riprendo la cabinovia per tornare a prendere la moto. Dopo aver pranzato riprendo la strada del ritorno ed arrivo in hotel giusto in tempo per sentire i primi tuoni di un imminente temporale che durer\u00e0 tutto il pomeriggio. Termina cos\u00ec una ricca giornata di emozioni. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">E ora lascio un po\u2019 di tempo al racconto di Irina. Purtroppo alcune informazioni che avrei dovuto recuperare nel viaggio, non sar\u00e0 possibile ottenerle data la variazione del viaggio stesso. Quindi Irina, lasciati i suoi genitori in una localit\u00e0 sperduta sulle montagne, insieme a diversi altri sfollati e protetti da uomini della resistenza, si unisce con gli altri per combattere i nemici invasori. Non pi\u00f9 semplice staffetta, diventa in breve un elemento prezioso nel combattimento e nei sabotaggi. Qui le notizie di fanno incerte e piuttosto vaghe. La si ritrova impegnata nel tentativo di evacuare e proteggere gli ebrei dell\u2019Europa dell\u2019est. Non so come, ma finisce a Varsavia proprio durante uno dei pi\u00f9 feroci rastrellamenti dei tedeschi del quartiere ebraico nel 1943. E qui viene arrestata. Per sua fortuna non essendo ebrea, ma cittadina della Croazia, viene mandata nel campo di Stalag VI J di Fichtenhain. I tedeschi non seppero mai di aver preso un importante elemento della resistenza, altrimenti la sua sorte sarebbe stata segnata. Certamente la vita non campo fu molto dura specie per una donna come lei, che non si faceva mettere i piedi in testa. Infatti succede che viene aggredita da un soldato tedesco. Irina per difendersi \u00e8 costretta ad ucciderlo, volutamente o accidentalmente. Potete capire che un prigioniero che uccide una guardia tedesca in un campo di prigionia, non \u00e8 proprio in una bella posizione, ma di questo vi parler\u00f2 domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Per ora vi ringrazio per avermi tenuto compagnia e vi aspetto domani. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>15\u00b0 Giorno<\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Oggi \u00e8 l\u2019ultimo giorno di viaggio. In realt\u00e0 il penultimo perch\u00e9 ci sar\u00e0 anche domani, ma sar\u00e0 solo per il rientro. Ennesimo temporale notturno, la mattina si presenta piuttosto nuvolosa e senza molte speranze di vedere il sole. L\u2019idea \u00e8 quella di andare al Top Of Tyrol, una piattaforma panoramica a 3210 metri sopra ghiacciaio dello Stubai. Arrivo in autostrada fino ad Innsbruck e da qui prendo la strada che mi porter\u00e0 alla stazione della funivia a 1500 metri. La strada \u00e8 larga, agevole, con poche curve leggere. Dopo tutto porta a quella che d\u2019inverno \u00e8 un importante zona sciistica e quindi deve essere agevole nel periodo invernale. Passa in una valle aperta con boschi, pascoli e piccoli paesini. Una curiosit\u00e0 che ho visto anche ieri. Il bosco ovviamente \u00e8 una grande risorsa economica e infatti \u00e8 frequente incrociare camion carichi di legname. Il taglio degli alberi avviene in modo particolare. Gli alberi non vengono abbattuti creando ampie vuote, ma vengono prelevati dal centro della foresta distanziando gli abbattimenti. Come fare per\u00f2 a trasportare il legname. Semplice! Con gli elicotteri. Poco prima che l\u2019albero cada, viene agganciato con un cavo ad un elicottero in attesa sopra. Una volta agganciato, si completa il taglio e l\u2019elicottero lo solleva e lo porta sulla strada ai piedi del bosco dove viene preparato per il trasporto e caricato sui camion. In questo modo si pu\u00f2 prelevare il legname solo diradando un po\u2019 il bosco, senza distruggerlo ed evitare che con la caduta degli alberi, si creino danni agli altri alberi ed al sottobosco. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Mentre percorro la strada, le nubi un po\u2019 si aprono, lasciando spazio a qualche raggio di sole, ma delle nubi basse avvolgono le cime delle montagne e ho paura che la salita sar\u00e0 una delusione. Arrivato agli impianti, prendo la prima delle tre cabinovie che mi porteranno in cima. Per fortuna un po\u2019 di vento sta allontanando le nubi, ma ne sta portando altre poco lontane. \u00c8 una corsa contro il tempo, ma quando arrivo in cima mi accoglie il sole. 3210 metri!! Con fatica e diverse pause, salgo i tanti gradini che, seguendo il crinale della montagna, portano alla piattaforma panoramica. L\u2019altezza si sente nelle gambe e nel fiato cortissimo, ma finalmente arrivo. Dire che ne \u00e8 valsa la pena. Lo spettacolo \u00e8 stupendo. Mentre verso nord avanzano minacciose le nubi e la nebbia, il versante sud \u00e8 quasi completamente sgombro e la visuale arriva fino al gruppo del Brenta ed alla Marmolada. Le ho indica nelle foto. Ma lo spettacolo non dura molto. La nebbia supera il crinale e comincia a passare sul lato sud, oscurando la visuale. Pazienza. Appagato da quello che ho visto, ridiscendo alla stazione e riprendo le cabinovie che mi porteranno in basso alla moto. Pranzo e come ormai tutti i giorni cadono le prime gocce. Ripercorro a ritroso velocemente i 90 km che mi separano dall\u2019albergo ed arrivo poco prima che si scateni il solito temporale pomeridiano. Pomeridiano, serale e notturno visto che non ha mai smesso. Chiaro che poi sia tutto cos\u00ec verde. E nonostante tutta questa pioggia, questa mattina irrigavano i campi con copiosi getti d\u2019acqua, non si sa mai non bastasse la pioggia. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Questa la giornata di oggi, tutto sommato fortunata, perch\u00e9 sono in riuscito a fare e vedere quello che mi ero prefissato. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ora, visto che siamo in fondo, vi racconto gli ultimi eventi di Irina. La sua situazione dopo l\u2019uccisione del soldato tedesco \u00e8 piuttosto critica. Per sua fortuna, grazie anche alla sua conoscenza della lingua tedesca imparata nel campo ed alla sua capacit\u00e0 di persuasione, il comandante decide che non sar\u00e0 giustiziata, ma la spedisce a Berlino dove verr\u00e0 processata e sar\u00e0 quindi un tribunale a decidere le sue sorti. \u00c8 tutto solo rimandato, penserete voi, ma Irina giunta a Berlino rinuncia ad essere difesa da un avvocato tedesco e decide di difendersi da sola. Beh evidentemente ci sapeva fare sia con le argomentazioni che con la sua parlata tedesca, perch\u00e9 il tribunale la assolve! Non so quanti siano stati i casi di questo tipo, ma sicuramente ha dell\u2019incredibile. Assolta dall\u2019uccisione di un soldato tedesco per legittima difesa. Viene quindi riportata al campo, dove rester\u00e0 fino a poco prima che arrivino gli alleati a liberarli. Nelle settimane precedenti infatti i tedeschi, ben consapevoli delle sorti della guerra, stavano smobilitando il campo e la confusione era totale. Probabilmente anche i controlli ormai si erano allentati nella ricerca del \u201csi salvi chi pu\u00f2\u201d dei tedeschi. Approfittando di questa situazione, Irina ed altri cinque prigionieri riescono a scappare e a darsi alla fuga. Inizia per il gruppo una vera odissea di sopravvivenza. Affamati, in fuga, con i tedeschi da tutte le parti, senza potersi fidare di nessuno, cercano in tutti i modi di sopravvivere. Si nascondono in una fattoria e durante la notte trovano nascoste in un silos, una vera montagna di forme di formaggi. Impazziti per la scoperta ed affamati, si avventano sul formaggio e cominciano a divorarlo avidamente. Irina cerca di avvisarli di non mangiare molto tutto insieme. Il loro organismo non \u00e8 abituato e anche se sono affamati devo andarci molto piano. Tutti ascoltano questo consiglio tranne uno che divora il formaggio fino a star male. Morir\u00e0 per questo errore. Riprese un po\u2019 le forze, comincia una marcia verso il sud della Germania che attraverseranno tutta a piedi in mesi di marcia, procurandosi il cibo come potevano. Racconta di un prete che con una capra al seguito passeggiava lungo una strada. Si appostarono e con il massimo silenzio, la capra spar\u00ec. Il gruppetto quella notte mangio carne. Ad un certo punto il gruppo si divise e ognuno and\u00f2 in direzioni diverse a seconda dei loro luoghi di provenienza. Irina rest\u00f2 sola. E dopo diversi mesi riusc\u00ec a ritornare nella sua amata fattoria. L\u00ec ritrov\u00f2 i suoi genitori che ormai la piangevano morta. Piano piano la sua vita torn\u00f2 alla normalit\u00e0. Col tempo i suoi genitori ormai anziani, la lasciarono sola, ma lei mai si dette per vinta. N\u00e9 mai pens\u00f2 di trovare un uomo con cui vivere, vivendo in ricordo del suo unico, breve amore italiano. Ma quella che sembrava l\u2019inizio di una tranquilla vecchiaia nella sua fattoria, venne ancora una volta scossa dalla guerra. \u00c8 il 2 aprile 1991 quando delle milizie accompagnate da amici di Irina, si presentano alla fattoria. Dei furiosi combattimenti si stanno svolgendo a pochi chilometri e bisogna subito scappare e trovare riparo a Zagabria. Riluttante e quasi con la forza Irina viene portata via mentre in lontananza si sentono i colpi della battaglia intorno a Plivice. Verr\u00e0 ospitata da una famiglia a Zagabria e riuscir\u00e0 a tornare alla sua casa solo nel 1995. Ma quello che trova sono solo un cumulo di macerie. La sua casa, la sua bella e amata fattoria \u00e8 stata completamente distrutta. Nelle ultime foto che metto qui, si vede quello che resta della casa e quello che resta di un monumento ai caduti della seconda guerra mondiale, poco distante, completamente crivellato dai colpi delle mitragliatrici. Per Irina \u00e8 la devastazione totale. Ritornata a Zagabria con la famiglia che l\u2019aveva ospitata, morir\u00e0 per il dolore dopo pochi mesi. E cos\u00ec finisce la storia di Irina, anche se penso che avrei scoperto altre leggende su di lei nel corso del viaggio. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Spero di non avervi rattristato troppo e come sempre vi ringrazio per avermi tenuto compagnia. Vi aspetto domani per il rientro e per svelarvi un piccolo segreto. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Buonanotte &#x1f618; <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><strong>16\u00b0 Giorno &#8211; Epilogo <\/strong><\/p>\n<p><span data-tt=\"{}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Spero abbiate passato tutti un buon ferragosto. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\"> <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">E cos\u00ec siamo arrivati al traguardo, un traguardo che sarebbe dovuto arrivare tra un po\u2019 pi\u00f9 di giorni, ma conoscete come ci si \u00e8 arrivati. La giornata non ha molte cose da raccontare. Partito da Imst per coprire i 550 km che mi separavano da casa, ho passato tutta la giornata in autostrada, tra code, caldo e tanta gente che si spostava. Dopo un temporale all\u2019altezza di Firenzuola, io e la mia Enterprise siamo rientrati in porto. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Si conclude cos\u00ec un viaggio \u201cstrano\u201d che spero di non ripetere. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Devo come sempre ringraziare tutti voi che mi avete seguito ed incoraggiato e sostenuto in questi giorni. A voi un grandissimo abbraccio e un grazie di cuore. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Quindi ci rivedremo al prossimo viaggio. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Ah gi\u00e0 dimenticavo&#8230; devo rivelarvi una cosa. Quasi dimenticavo. Vi devo parlare per un\u2019ultima volta di Irina, la cui storia ci ha accompagnato durante il viaggio e sarebbe stata un po\u2019 pi\u00f9 lunga se lo fosse stato anche il viaggio stesso. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Vi confesso che Irina \u00e8 solo il frutto della mia fantasia. Non \u00e8 mai esistita. Non questa Irina almeno. Sicuramente ce ne saranno state tante altre di cui nessuno sa nulla, ma non questa. Per\u00f2 non tutto quello che vi ho raccontato \u00e8 fantasia. Irina, la sua famiglia, la fattoria, i militari nella fattoria e anche il militare innamorato, sono fantasia. Ma tutte le notizie storiche, della seconda guerra mondiale e della guerra del 1991 scatenata dalla Serbia contro la Croazia, sono vere. Vera \u00e8 la casa distrutta di cui ho messo la foto, ma ovviamente non so di chi sia, come le tante sparse nella zona. Il monumento devastato dai colpi delle mitragliatrici Serbe \u00e8 vero. Vero \u00e8 che i militari italiani stanziati in Serbia aiutarono la popolazione, vero \u00e8 che permisero il ritorno di tante minoranze, vero \u00e8 che salvarono 30.000 ebrei rifiutandosi di consegnarli alla milizia Ustascia ed agli stessi tedeschi. Vero \u00e8 il campo di prigionia Stalag VI J di Fichtenhain, vera fu l\u2019uccisione di una guardia tedesca da parte di un prigioniero, vero il processo, l\u2019auto difesa e l\u2019assoluzione dello stesso. Vera la sua fuga dal campo insieme ad altri 5 prigionieri. Vero l\u2019episodio del formaggio e della morte per averne mangiato troppo, vera la capretta sottratta al prete, vero il ritorno a casa a piedi dei prigionieri scappati. Questi episodi mi sono stati raccontati dalla persona che li ha vissuti in prima persona, una persona che ho stimato e a cui ho voluto bene ad ancora \u00e8 nei miei pensieri, nonostante non ci sia pi\u00f9. Si tratta del mio ex suocero, il babbo di Carla, Mario, che mi ha onorato di poter ascoltare tanti suoi racconti di guerra, a volte non belli o piacevoli da raccontare. A lui idealmente dico grazie per questo privilegio. E grazie a Carla che col consenso della mamma, mi ha permesso di usare alcuni dei suoi racconti per farli vivere ad Irina. Grazie anche per avermi permesso di pubblicare qui alla fine, una cartolina dei prigionieri spedita dal babbo alla sua famiglia (ho coperto per privacy l\u2019indirizzo). Grazie di cuore. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">E grazie a voi che pazientemente avete letto i miei racconti. \u00c8 stato un modo per parlare di eventi tragici il cui ricordo non dovrebbe andar perso, eventi della cui conoscenza sono avido. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">E con questo dalla Enterprise \u00e8 veramente tutto. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">Grazie per avermi sopportato, supportato e tenuto compagnia. <\/span><\/p>\n<p><span data-tt=\"{&quot;paragraphStyle&quot;:{&quot;alignment&quot;:4,&quot;writingDirection&quot;:1}}\">A presto. <\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#x2764;&#xfe0f;<\/p>\n<p>\u2014\u2014- FINE \u2014\u2014-<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.4.1&#8243; background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; max_width=&#8221;93%&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;40px|0px|0|0px|false|false&#8221; border_radii=&#8221;on|17px|17px|17px|17px&#8221; border_width_all=&#8221;4px&#8221; border_color_all=&#8221;#e09900&#8243;][et_pb_row use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;0&#8243; module_class=&#8221; et_pb_row_fullwidth&#8221; _builder_version=&#8221;4.4.1&#8243; width=&#8221;100%&#8221; width_tablet=&#8221;100%&#8221; width_phone=&#8221;&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; max_width=&#8221;100%&#8221; max_width_tablet=&#8221;100%&#8221; max_width_phone=&#8221;&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;0px|0px|0|0px|false|false&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; text_font=&#8221;Alice|700||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#e09900&#8243; text_font_size=&#8221;46px&#8221; height_tablet=&#8221;&#8221; height_phone=&#8221;&#8221; height_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin=&#8221;0px||30px|200px|false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;&#8221; custom_margin_phone=&#8221;-26px||8px|24px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; hover_enabled=&#8221;0&#8243; text_font_size_tablet=&#8221;&#8221; text_font_size_phone=&#8221;15px&#8221; text_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221;] Paesi dell&#8217;est\u00a0 2020 [\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; text_font=&#8221;Times New Roman||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;21px&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3384,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3444"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3444"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3444\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3453,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3444\/revisions\/3453"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3384"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3444"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}