{"id":3427,"date":"2020-11-03T19:08:19","date_gmt":"2020-11-03T18:08:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/?page_id=3427"},"modified":"2020-11-03T20:18:18","modified_gmt":"2020-11-03T19:18:18","slug":"lultima-speranza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/?page_id=3427","title":{"rendered":"L&#8217;ultima speranza"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; max_width=&#8221;93%&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;40px|0px|0|0px|false|false&#8221; border_radii=&#8221;on|17px|17px|17px|17px&#8221; border_width_all=&#8221;4px&#8221; border_color_all=&#8221;#e09900&#8243;][et_pb_row use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;0&#8243; module_class=&#8221; et_pb_row_fullwidth&#8221; _builder_version=&#8221;4.4.1&#8243; width=&#8221;100%&#8221; width_tablet=&#8221;100%&#8221; width_phone=&#8221;&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; max_width=&#8221;100%&#8221; max_width_tablet=&#8221;100%&#8221; max_width_phone=&#8221;&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;0px|0px|0|0px|false|false&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; text_font=&#8221;Alice|700||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#e09900&#8243; text_font_size=&#8221;46px&#8221; height_tablet=&#8221;&#8221; height_phone=&#8221;&#8221; height_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin=&#8221;1px||30px|200px|false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;&#8221; custom_margin_phone=&#8221;-26px||8px|24px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; text_font_size_tablet=&#8221;&#8221; text_font_size_phone=&#8221;15px&#8221; text_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221;]<\/p>\n<p>L&#8217;ultima speranza<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; text_font=&#8221;Times New Roman||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;28px&#8221; text_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_2_font_size=&#8221;18px&#8221; header_4_font_size=&#8221;19px&#8221; text_orientation=&#8221;justified&#8221; width_tablet=&#8221;100%&#8221; width_phone=&#8221;92%&#8221; width_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; max_width=&#8221;96%&#8221; height_tablet=&#8221;&#8221; height_phone=&#8221;&#8221; height_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin=&#8221;0px|200px|30px|200px|false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;0px|0px||15px|false|false&#8221; custom_margin_phone=&#8221;0px|0px|8px|24px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_padding=&#8221;0px|0px|||false|false&#8221; text_font_size_tablet=&#8221;&#8221; text_font_size_phone=&#8221;18px&#8221; text_font_size_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221;]<\/p>\n<h2 style=\"padding-left: 60px;\"><b>di Paolo Massimi<\/b><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0La sua prima sensazione fu la percezione del buio, un buio totale, denso, assoluto.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 Non era diventata cieca, era certa di essere in grado di vedere, semplicemente non c&#8217;era nulla da vedere. Immediatamente dopo si accorse del silenzio. Tutto intorno a lei era nel pi\u00f9 completo silenzio, mancava il rassicurante ticchettio degli strumenti, le radio non emettevano nemmeno il fruscio di fondo o qualche disturbo, come se fossero spente, o meglio morte. Forse era lei ad essere morta. No, non era possibile, qualcosa non quadrava.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Era in preda allo sgomento, sbandata, impaurita e sola. Si, sola, ma dove?<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Cerc\u00f2 di riprendersi e di riprendere il controllo di una situazione per lei nuova che poteva sfuggirle di mano e rendere quindi tutto ancora pi\u00f9 tragico. La prima cosa da fare era un completo esame degli strumenti, doveva verificare immediatamente cosa ancora funzionava, se funzionava ancora qualcosa. Prov\u00f2 una infinit\u00e0 di volte poi si rese conto che il problema principale era il generatore primario che aveva cessato di funzionare e con esso quindi tutti gli strumenti non vitali, che erano invece alimentati dall&#8217;impianto di sopravvivenza insieme con la radio. Quindi la radio doveva funzionare ed in effetti era cos\u00ec, ma allora perch\u00e9 non riceveva nulla? Faticosamente ripass\u00f2 i piani di costruzione e riusc\u00ec a collegare alcuni strumenti all&#8217;impianto di sopravvivenza, cercando di evitare un sovraccarico. Molte cose non volevano proprio sapere di funzionare, ma qualcosa andava e qualche rumore torn\u00f2 piano piano a farle compagnia. Con il rumore, la tensione si allent\u00f2 un poco ed improvvisamente si ricord\u00f2 dell&#8217;impianto di alimentazione alternativo. Doveva verificare se almeno quello funzionava. Dov&#8217;era sistemato? Si accorse che non stava ragionando razionalmente, era di nuovo in preda al panico, stava facendo troppe cose insieme e rischiava di combinare veramente qualche guaio grave. Si concentr\u00f2 abbandonando per un momento tutto e richiudendosi dentro se stessa.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Doveva calmarsi, non c&#8217;era nulla di irreparabile, solo qualche inspiegabile anomalia. Presto sarebbero arrivati i soccorsi ed avrebbe capito di non aver corso alcun pericolo. Per una frazione di secondo raggiunse una concentrazione totale, profonda, fu come in un profondo coma, morta, sommersa dal proprio pensiero. Fu solo un attimo, ma era quello di cui aveva bisogno per poter riemergere in tutta la sua normale razionalit\u00e0. Ora stava veramente bene. Prima di tutto bisognava pianificare le operazioni di verifica delle strumentazioni. Gi\u00e0, gli strumenti. Con tutta quella paura non si era nemmeno resa conto che non era diventata cieca: vedeva chiaramente i riflessi dei pannelli di quei pochi strumenti che avevano ripreso a funzionare quando si era attaccato il generatore alternativo. Che stupida, quello si attaccava da solo, se ne sarebbe dovuta ricordare. Aveva veramente rischiato grosso a lavorare cos\u00ec impaurita. Ora c&#8217;era il problema di capire cosa fosse realmente successo e perch\u00e9 la radio era muta. L&#8217;unico modo era cercare di ricordare tutto quello che era accaduto prima del buio.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Doveva concentrarsi. E doveva anche muoversi perch\u00e9 ora sapeva che l&#8217;impianto alternativo non era eterno e prima o poi anche quello se ne sarebbe andato. Cominci\u00f2 allora a staccare tutti gli strumenti che non le servivano e tutto quello che non era assolutamente indispensabile alla sopravvivenza. Quindi sacrific\u00f2 un poco di energia per frugare i banchi di memoria del computer dati principale.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 L&#8217;esperimento!<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Ora era tutto chiaro! Qualcosa era andato storto e l&#8217;esperimento era fallito. Si, ma allora il buio ed il silenzio radio? Possibile che&#8230;? Era folle. No, doveva fare un tentativo. Riaccese tutte le radio e comincio a scandagliare sistematicamente tutte le frequenze. Silenzio.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Pass\u00f2 allora alle dimensioni alternative. Anche la ricerca quadridimensionale diede solo il silenzio come risposta. Non poteva essere vero. Non poteva essere successo veramente. Il rischio che avevano calcolato era talmente basso che si era deciso di non considerarlo nemmeno. Non poteva essersi verificata quell&#8217;unica possibilit\u00e0 su centosettantamila miliardi. Era ridicolo. Eppure questo avrebbe spiegato molte cose. Ma allora perch\u00e9 lei non era&#8230;? Rifece tutti i calcoli, tutte le prove, ne fece anche di nuove, lanci\u00f2 dei messaggi multidimensionali in ogni direzione e su tutte le frequenze. Nulla. Silenzio. Cominci\u00f2 di nuovo ad essere presa dal terrore. Allora era successo, era l&#8217;unica spiegazione. Cosa avevano fatto. Avevano distrutto tutto, cancellato completamente tutto, ma proprio tutto.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Un annientamento totale.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0Lo sterminio pi\u00f9 spaventoso che si potesse anche solo concepire. Avevano distrutto semplicemente la stessa concezione dello spazio e del tempo. Non esisteva pi\u00f9 nulla. Nessuna persona, nessun pianeta, nessun sistema solare, galassia, nessuno spazio, nessun tempo. Solo lei. Gi\u00e0, ma perch\u00e9 solo lei. Non c&#8217;era che una risposta. Era lei il centro dell&#8217;esperimento. Era da lei che partivano le emissioni di alterazione spaziotemporale quadridimensionali che avrebbero generato i ponti intergalattici e permesso i trasferimenti su scala galattica. Un dubbio immediatamente la colse: era stata lei a dare il via a tutto, era lei che doveva supervisionare l&#8217;andamento dei campi di forza, era lei che forse aveva commesso un errore. Quindi poteva essere tutta colpa sua.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0A questo pensiero per poco non riperse il controllo. Doveva ricontrollare tutto. Tanto ormai aveva tutto il tempo che voleva a disposizione. Ripass\u00f2 tutti gli schemi dei generatori, le sequenze delle operazioni, i dati in entrata ed in uscita. Era tutto regolare. Improvvisamente trov\u00f2 un blocco nel computer dati. Cosa significava? Chi aveva messo il blocco? E perch\u00e9?<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 Cominci\u00f2 un lungo e tedioso tentativo di penetrare quella barriera elettronica, ma era troppo ben congegnata per essere forzata senza rischiare la cancellazione dei dati che proteggeva. Solo i militari potevano concepire una protezione cos\u00ec perfetta, ma quella era una struttura civile. Cambi\u00f2 allora strategia. Si ricord\u00f2 che tempo addietro aveva lavorato ad un progetto per conto dell&#8217;esercito ed aveva avuto una password che le consentiva l&#8217;accesso alle banche dati militari. Forse si erano dimenticati quella password e non era stata cancellata. La prov\u00f2. Nulla. Anzi no, il suo accesso al computer fu immediatamente bloccato. Maledizione. Erano furbi, ma lei era pi\u00f9 furba. Cambi\u00f2 l&#8217;accesso al computer e riusc\u00ec a rientrare nel sistema. Ora doveva cercare una password valida. Partendo da quella a lei conosciuta, lavor\u00f2 per ore fino a quando non riusc\u00ec a trovare una giusta combinazione.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Era entrata, l&#8217;aveva fatta ai militari. Ma subito fu colpita con violenza dai dati che fino a qualche istante erano celati dietro la cortina del segreto: PROGETTO AWR51 &#8211; ELABORAZIONE PIANI ANNIENTATORE MULTIDIMENSIONALE.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0Dunque era un&#8217;arma, non era un progetto pacifico per migliorare le comunicazioni fra i vari sistemi. Stavano preparando un&#8217;arma per distruggere, per prendere il controllo degli altri mondi. E l&#8217;arma gli era scoppiata fra le mani. Ma il danno che avevano fatto era totale, immenso. La tristezza cominci\u00f2 a prendere il sopravvento. La sete di potere che qualche secolo prima aveva messo in pericolo la sopravvivenza della vita su tanti pianeti in diversi sistemi stellari , quella sete aveva ora cancellato la stessa concezione di vita. Un&#8217;altra ondata di sconforto la pervase e riperse il controllo. La sua mente vag\u00f2 senza meta nei recessi pi\u00f9 remoti della sua esistenza. Lontano un suono accompagnava il suo viaggio. Un suono. Il silenzio. Un suono. Il silenzio. Un suono? Qualcosa viveva. La stava chiamando.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Faticosamente ancora una volta raccolse tutte le sue energie e cerc\u00f2 di uscire da quell&#8217;abisso in cui era precipitata. Il suono era la sua guida. Il suono. Riacquist\u00f2 la conoscenza. Un piccolo bip-bip accolse la sua faticosa resurrezione. Cos&#8217;era quella spia? Controll\u00f2 gli strumenti fino a trovare uno spettrometro di massa che aveva dimenticato acceso. La manopola della ricerca era su &#8216;automatico&#8217; e l&#8217;apparecchio aveva registrato una qualche massa presente in quell&#8217;abisso di nulla. Incominci\u00f2 freneticamente l&#8217;analisi per individuare la provenienze di quella &#8216;cosa&#8217; l\u00ec fuori. Un&#8217;altra delusione, erano solo piccoli atomi di materia dispersa come lei nel nulla che vagavano senza pi\u00f9 uno scopo o una meta. Piccoli infinitesimi atomi di idrogeno, elio, azoto. Di colpo un lampo. Poteva fare ancora qualcosa.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 D\u2019altronde il suo scopo originale era molto vicino alla sua idea. Con precisione e velocit\u00e0 elabor\u00f2 un piano, immise tutti i dati ed elabor\u00f2 i risultati: si poteva fare. Modific\u00f2 uno dei suoi concentratori di massa e lo prov\u00f2. Funzionava. L&#8217;idea era folle, ma tanto valeva. Colleg\u00f2 in cascata dodici concentratori modificati. Ora bisognava trovare l&#8217;energia. Il generatore alternativo andava benissimo. Lei sarebbe stata condannata, ma forse avrebbe messo in moto qualcosa pi\u00f9 importante della sua inutile esistenza. Tanto poi era condannata lo stesso, non avrebbe retto molto a lungo comunque.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Bisognava farlo, era l&#8217;unica alternativa.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Questa volta ricord\u00f2 perfettamente dove era ubicato il generatore, fece dei controlli, quindi lo stacc\u00f2 ritorn\u00f2 il buio, ma non se ne cur\u00f2. Era troppo importante il suo piano. Con l&#8217;impianto di sopravvivenza attiv\u00f2 i trasportatori e spost\u00f2 i generatore ed i dodici concentratori in una camera di espulsione. Quindi colleg\u00f2 tutto. Controll\u00f2, ricontroll\u00f2, ricontroll\u00f2 ancora: doveva essere assolutamente sicura. Calcol\u00f2 i tempi di funzionamento: milleduecento anni. Sarebbero bastati. Espulsione. La camera si apri e rivers\u00f2 nel nulla il generatore con i concentratori. Con un comando radio attiv\u00f2 il marchingegno. Nulla. Non era possibile. Aveva nuovamente fallito. Debolmente controll\u00f2 lo spettrometro. La lettura era variata, di pochissimo ma era certa che era variata; si, stava variando: funzionava. Il suo piano sarebbe andato in porto. Piano piano, i concentratori generando un campo gravitazionale, avrebbero attratto quei pochi atomi sparsi di gas. Allora si sarebbe cominciato a formare un piccolo raggruppamento di materia intorno ai concentratori, della materia, della massa, un campo gravitazionale che avrebbe richiamato altra materia sparsa chiss\u00e0 dove. Altra materia, altra massa, altra gravit\u00e0.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 Quando i concentratori avrebbero smesso di funzionare ci sarebbe stata una massa sufficiente a far continuare il processo da solo. La massa sarebbe aumentata a dismisura fino a quando non avrebbe cominciato ad implodere. Poi il collasso ed un&#8217;immane esplosione. Era come se la vedesse. Una spaventosa quantit\u00e0 di energia si sarebbe liberata ed avrebbe forgiato le basi di un nuovo universo.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Vedeva formarsi gli ammassi, le galassie, i sistemi con i loro pianeti, e certamente su qualcuno di questi si sarebbe generata la vita. Si, avrebbe funzionato, stava funzionando. Lo spettrometro ormai segnava un sensibile aumento di massa proprio l\u00ec fuori, vicino a lei. Il suo compito era finalmente finito. Controll\u00f2 l&#8217;energia residua. Non era poi tanta. Qualche minuto. Meglio cos\u00ec.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0Poteva per\u00f2 fare ancora qualcosa. Subito si mise all&#8217;opera ed elabor\u00f2 una trasmissione in un sistema molto elementare, il binario, che certamente prima o poi qualcuno avrebbe recepito. Inser\u00ec prima dei dati noti, massa di atomi di sostanze elementari ed altri dati secondo un vecchio programma di ricerca di vita su altri sistemi a lei noto per averlo studiato molti anni prima. Poi inser\u00ec tutti i dati di ricerca contenuti nei suoi archivi. Per ultimo le conclusioni dell&#8217;esperimento fallito, tralasciando per\u00f2 di fornire anche il pi\u00f9 piccolo dato che avrebbe permesso di ritentare lo stesso esperimento.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Sperava che chi avesse ricevuto il suo messaggio sarebbe stato pi\u00f9 ragionevole e non accecato dalla follia del potere, la sua era l&#8217;ultima speranza di ricreare un universo distrutto\u00a0 dalla cecit\u00e0 delle razze che lo avevano abitato. Spense tutte le apparecchiature, anche quelle vitali. Raccolse ogni briciolo di energia disponibile e la convogli\u00f2 sul trasmettitore primario. Fece partire la trasmissione.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0Per un attimo in quel nulla totale brill\u00f2 una piccola stella. Poi il buio ritorn\u00f2 sovrano, ma il vuoto non era gi\u00e0 pi\u00f9 cos\u00ec vuoto. Un eco di una trasmissione rimbalzava da una parte all&#8217;altra di quella genesi di universo:<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0QUI SONDA AUTOMATICA DI RICERCA PEG21 &#8211; FINE DELL&#8217;ATTIVIT\u00c0.<\/p>\n<p>\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 <strong><u>Radiotelescopio Monte Palomar &#8211; centro controllo dati &#8211; oggi.<\/u><\/strong><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; \u201cE questo \u00e8 tutto, Lowel, ci sono anche tutta una serie di dati che ancora non ci sono ben chiari, ma la sostanza \u00e8 questa. Dovremo lavorare ancora molto, anni e forse verranno fuori delle cose molto interessanti, ma questi dati sono certi, senza possibilit\u00e0 di errore\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Lowell rimase muto, assorto davanti quei tabulati che rendevano tangibili delle cose assolutamente incredibili. Tir\u00f2 una boccata dalla sigaretta ormai spenta che aveva acceso e mai fumato durante la lettura di quelle pagine. Non se ne rese nemmeno conto. Le sue prime parole esitanti furono: &#8211; \u201cSi, ma chi ha lanciato quella sonda e quale era lo scopo?\u201d-<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Non \u00e8 tanto importante chi o perch\u00e8 &#8211; rispose Mike &#8211; il punto \u00e8 quando.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Come sarebbe a dire?<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Dai nostri calcoli e dalla posizione di provenienza della trasmissione ti posso dire con una precisione assoluta che quella trasmissione \u00e8 stata fatta non meno di ventimila miliardi di anni fa e che sicuramente non si tratta di una nostra sonda o di chiunque qui sulla terra.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Ma allora&#8230;<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 &#8211; Si Lowell, allora siamo noi l&#8217;ultima speranza.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u00a0<span>\u2014\u2014- FINE \u2014\u2014-<\/span><\/p>\n<p><b><\/b><\/p>\n<h1>\u00a0Se volete lasciate dei commenti sulla <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/paolo.massimi.90\/\">mia pagina <strong>Facebook<\/strong> <\/a>&#8211; Grazie<\/h1>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section][et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243;][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; background_color=&#8221;rgba(0,0,0,0)&#8221; max_width=&#8221;93%&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;40px|0px|0|0px|false|false&#8221; border_radii=&#8221;on|17px|17px|17px|17px&#8221; border_width_all=&#8221;4px&#8221; border_color_all=&#8221;#e09900&#8243;][et_pb_row use_custom_gutter=&#8221;on&#8221; gutter_width=&#8221;0&#8243; module_class=&#8221; et_pb_row_fullwidth&#8221; _builder_version=&#8221;4.4.1&#8243; width=&#8221;100%&#8221; width_tablet=&#8221;100%&#8221; width_phone=&#8221;&#8221; width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; max_width=&#8221;100%&#8221; max_width_tablet=&#8221;100%&#8221; max_width_phone=&#8221;&#8221; max_width_last_edited=&#8221;on|desktop&#8221; module_alignment=&#8221;center&#8221; custom_padding=&#8221;0px|0px|0|0px|false|false&#8221; make_fullwidth=&#8221;on&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;3.25&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; text_font=&#8221;Alice|700||on|||||&#8221; text_text_color=&#8221;#e09900&#8243; text_font_size=&#8221;46px&#8221; height_tablet=&#8221;&#8221; height_phone=&#8221;&#8221; height_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; custom_margin=&#8221;1px||30px|200px|false|false&#8221; custom_margin_tablet=&#8221;&#8221; custom_margin_phone=&#8221;-26px||8px|24px|false|false&#8221; custom_margin_last_edited=&#8221;on|phone&#8221; text_font_size_tablet=&#8221;&#8221; text_font_size_phone=&#8221;15px&#8221; text_font_size_last_edited=&#8221;on|phone&#8221;] L&#8217;ultima speranza [\/et_pb_text][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.4.3&#8243; text_font=&#8221;Times New Roman||||||||&#8221; text_text_color=&#8221;#000000&#8243; text_font_size=&#8221;28px&#8221; text_line_height=&#8221;1.6em&#8221; header_2_font_size=&#8221;18px&#8221; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":3423,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","template":"","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":""},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3427"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3427"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3427\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3442,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3427\/revisions\/3442"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3423"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.paolomassimi.com\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}